SPERANDO DI NON ESSERE PRESI IN GIRO




Vorrei con questo articolo aprire una riflessione, proprio ieri le nostre concessioni sono state prorogate per un anno (2024), la cosa sarebbe motivata per dar tempo, a chi attualmente amministra il paese, di studiare un riordino complessivo della materia e soprattutto avviare una mappatura che, nel caso dimostrasse che non c'è scarsità della risorsa, permetterebbe l'uscita dalla direttiva servizi. In conclusione risoluzione del problema o almeno questo ci vorrebbero far credere.

Il punto e che in questi giorni è stata inviata al portogallo una procedura di infrazione che se letta attentamente scredita sul nascere le intenzioni dei nostri politici.

Nella procedura inviata al portogallo difatti si fa riferimento alla violazione dell'art 49 del trattato sul funzionamento dell'unione europea che nulla ha a che vedere con la direttiva servizi. Detto in parole povere, anche se dimostri la non scarsità della risorsa, prevista dalla direttiva servizi, se non fai regolari gare comunque non sei in regola perché violi l'art. 49 del trattato sul funzionamento dell'unione europea

La mia personale sensazione e che la politica stia semplicemente prendendo tempo per gestire una situazione da cui non si sa come uscire ma di cui, secondo me, gli stessi già conoscono il finale, che purtroppo penso non sia dei più belli per la categoria.


Questo è il testo integrale riportato direttamente sul sito della comunità europea, chi gli vuole dare un occhiata può cliccare qui

Servizi: la Commissione invita il PORTOGALLO a garantire la parità di trattamento per quanto riguarda le concessioni balneari

La Commissione ha deciso in data odierna di avviare una procedura di infrazione nei confronti del Portogallo (INFR(2022)2020) per la mancata corretta attuazione delle norme relative alle procedure di gara per l'aggiudicazione di concessioni balneari. La Commissione chiede al Portogallo di conformarsi alle disposizioni della direttiva sui servizi (direttiva 2006/123/CE) e di rispettare la libertà di stabilimento sancita dall'articolo 49 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). La Commissione ritiene che la legislazione portoghese, che conferisce ai titolari di "concessioni balneari" esistenti un diritto di preferenza nelle procedure di gara per il rinnovo di tali concessioni, non risulti compatibile con la direttiva sui servizi o con la libertà di stabilimento ai sensi del trattato. Secondo la Commissione, un diritto preferenziale a favore degli operatori storici dissuaderebbe le imprese situate in altri Stati membri dal fornire servizi balneari in Portogallo. Il Portogallo dispone ora di 2 mesi per rispondere ai rilievi espressi dalla Commissione, trascorsi i quali quest'ultima potrà decidere di inviare al Portogallo un parere motivato.


Questo è invece il testo del citato articolo 49:

Articolo 49


(ex articolo 43 del TCE)


Nel quadro delle disposizioni che seguono, le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato membro vengono vietate. Tale divieto si estende altresì alle restrizioni relative all'apertura di agenzie, succursali o filiali, da parte dei cittadini di uno Stato membro stabiliti sul territorio di un altro Stato membro.


La libertà di stabilimento importa l'accesso alle attività autonome e al loro esercizio, nonché la costituzione e la gestione di imprese e in particolare di società ai sensi dell'articolo 54, secondo comma, alle condizioni definite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini, fatte salve le disposizioni del capo relativo ai capitali 



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